{"id":136,"date":"2013-10-01T10:46:08","date_gmt":"2013-10-01T08:46:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.villacalchi.com\/?page_id=136"},"modified":"2020-10-13T16:40:17","modified_gmt":"2020-10-13T14:40:17","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.villacalchi.com\/?page_id=136","title":{"rendered":"LA STORIA"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLe prime notizie di un insediamento sulle colline di Calco si trovano in documenti del 936 e del 960 nei quali in qualit\u00e0 di testimoni sono presenti le firme di alcuni abitanti del paese \u201c \u2026 del loco Calgo testes\u201d.<br \/>\nPrima dell\u2019anno mille troviamo altri cinque atti dei quali i personaggi citati sono sempre \u201cUmberti et Warimbertus\u201d che ci consentono di datare con certezza l\u2019origine dei paese al periodo Longobardo\u201d<br \/>\nAnselmo Brambilla \u2013 Storia di Calco<\/p>\n<p>(1) La parte pi\u00f9 antica del complesso della Vescogna fa parte di quelle che furono le propriet\u00e0 della famiglia Calchi.<br \/>\nIn questa zona nel 1449 \u2013 1450 fu accampato l\u2019esercito di Francesco Sforza, appoggiato da Giovanni Calchi (possessore fra l\u2019altro dei beni di Vescogna), che riusc\u00ec ad avere la meglio sulle truppe venete e della Repubblica Ambrosiana e a conquistare lo Stato di Milano, divenendo primo duca della dinastia sforzesca.<br \/>\nDa Giovanni i beni passarono al figlio Bartolomeo che fu primo segretario ducale al tempo di Ludovico il Moro Sforza.<\/p>\n<p><strong>Lo stemma originale dei Calchi<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stemma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-161\" src=\"http:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stemma.jpg\" alt=\"Stemma\" width=\"193\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p>Bartolomeo Calchi nacque nel 1434, probabilmente a Milano.<br \/>\n(2) Egli era alla corte ducale quando, nel dicembre del 1476, Galeazzo Maria venne assassinato e la moglie Bona di Savoia si trov\u00f2 ad assumere, in nome del figlio Gian Galeazzo di appena sette anni, il governo dello Stato.<br \/>\nIn questo compito fu aiutata dal Consiglio Segreto del Castello, un organismo di cui Bartolomeo divenne segretario ed in seguito il pi\u00f9 autorevole membro sostituendo Cicco Simonetta.<br \/>\nFavor\u00ec il ritorno a Milano di Lodovico Maria Sforza detto il Moro che in breve esautoro&#8217; il nipote e la duchessa dal potere.<br \/>\n(3) Con il titolo di Primo Segretario Ducale si occupo degli affari di stato con responsabilit\u00e0 per gli affari esteri: apriva le lettere dei principi stranieri, disponeva le risposte, dirigeva il carteggio con i ministri delle corti italiane ed europee e trattava i problemi di maggiore importanza direttamente con il Moro che spesso si trasferiva con la corte per le battute di caccia presso i possedimenti brianzoli dei Calchi, sul colle della Vescogna per riposarsi dalle &#8220;immani fatiche&#8221;.<br \/>\nIl progetto culturale di Lodovico riflette la tipica e perfetta figura del principe rinascimentale e Bartolomeo Calchi, uomo di lettere e cultura oltre che fine politico, ne era il naturale esecutore.<br \/>\nRiorganizzo&#8217; le scuole dello stato, favor\u00ec le arti e la cultura, chiamo&#8217; Bramante e Leonardo da Vinci alla corte di Milano e protesse gli artisti.<br \/>\n&#8220;Raffinato intellettuale elogiato dai letterati del suo tempo. . .&#8221;.<br \/>\nMor\u00ec nel 1508 e la sua tomba \u00e8 custodita nel sepolcro gentilizio della famiglia dei Calchi nella chiesa di Santa Maria della Passione in via Conservatorio a Milano.<br \/>\nAlla morte di Bartolomeo, i beni passarono ai figli, dei quali Polidoro fu governatore dello Stato di Milano durante la restaurazione sforzesca, successiva all\u2019invasione francese.<\/p>\n<p><strong>L\u2019insediamento<\/strong><br \/>\nLa dimora dei Calchi sorge nella parte sommitale della localit\u00e0 Vescogna e si articola in un corpo principale ad L con una tinaia-cantina al piano ipogeo, una sala quadrata ed una rettangolare per ciascuno dei due piani, oltre ad altri vani laterali.<br \/>\nGli edifici, vengono realizzati nel corso del XV secolo su di un insediamento preesistente che nella memoria dei luoghi viene denominato \u201cil castellaccio\u201d.<\/p>\n<p>Le sale al pian terreno sono coperte da volte e decorate con affreschi del primo quarto del secolo XVI, fatti eseguire dalla famiglia Calchi.<br \/>\nNella sala quadrata le decorazioni rappresentano gli stemmi delle famiglie Calchi e Caimi, oltre a numerose citazioni filosofiche e raffigurazioni allegoriche.<br \/>\nLa sala rettangolare ha invece decorazioni che richiamano la sala delle asse del castello sforzesco<br \/>\nLe sale al piano primo sono coperte da soffitti lignei.<br \/>\nL\u2019edificio fu utilizzato per circa tre secoli dalla famiglia Calchi come luogo di villeggiatura ed attorno ad esso furono ristrutturati e sorsero alcuni edifici rustici finalizzati allo sfruttamento agricolo della zona.<br \/>\nIl complesso rimase di propriet\u00e0 dei discendenti di Bartolomeo Calchi sino al 1809 quando Luigi fu Luigi Calchi vendette tutto il compendio immobiliare a Giuseppe, Gaetano e Francesco fratelli fu Pietro Brembilla.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stampa_ottocentesca.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-153\" src=\"http:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stampa_ottocentesca.png\" alt=\"Stampa_ottocentesca\" width=\"486\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stampa_ottocentesca.png 486w, https:\/\/www.villacalchi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Stampa_ottocentesca-300x209.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><\/a><br \/>\nDa questo momento la propriet\u00e0 viene smembrata e pi\u00f9 volte ceduta a soggetti diversi.<br \/>\nA partire dalla seconda met\u00e0 del secolo XIX l\u2019edificio venne destinato a semplice abitazione masserizia ed and\u00f2 progressivamente perdendo rilevanza.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del XX secolo la villa divenne residenza di un ramo della famiglia Ghislanzoni.<\/p>\n<p>(1) La nota \u00e8 in parte tratta da una ricerca di Grabriele Medolago<br \/>\n(2) Dizionario Enciclopedico degli Italiani, vol.16\u00ba, Edizioni Treccani<br \/>\n(3) Storia di Milano, vol.VII, p.525-526, Edizioni Treccani<\/p>\n<p><strong>La dimora dei Calchi vista dal lago di Sartirana<\/strong><\/p>\n<p>Stampa ottocentesca della Vescogna, \u00e8 ben riconoscibile sulla destra il casale pi\u00f9 antico di propriet\u00e0 Calchi<\/p>\n<p><strong>L\u2019Oratorio<\/strong><br \/>\nAlla fine del 700 il conte Luigi Marliani cede tutte le propriet\u00e0 e la Villa Vescogna entr\u00f2 in possesso di don Andrea Forti parroco di Arlate.<br \/>\nIl religioso muore nel 1830 e lascer\u00e0 i possedimenti di Calco al pronipote Ignazio Ferdinando Ghislanzoni.<br \/>\nSolo all\u2019inizio degli anno 50 del secolo scorso la villa con gli annessi verr\u00e0 ceduta all\u2019industriale del tessile Felice Fossati Bellani.<br \/>\nIl nuovo proprietario intraprender\u00e0 numerosi lavori su progetto dell\u2019architetto Gualtiero Galmanini.<br \/>\n(l\u2019architetto con l\u2019ing. Luigi Pollastri sar\u00e0 autore, tra l\u2019altro, dello scalone della Triennale di Milano)<br \/>\n\u201c \u2026\u2026\u2026. furono grandiosi e dispendiosi: la villa fu ristrutturata e dotata di moderni impianti, il fondo agricolo verso Sartirana fu trasformato in un parco all&#8217; inglese, venne costruita la grande piscina, il campo da tennis, il campo da bocce e la cappella affacciata nel bosco romantico dove vennero celebrati i matrimoni delle figlie\u201d<\/p>\n<p>La cappella, a disegno semplice, ad un\u2019unica navata con apside e sacrestia, fu realizzata alle met\u00e0 degli anni cinquanta del novecento.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.residenzedepoca.it\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.residenzedepoca.it\/inc\/files\/images\/logo_rde_o_w.gif\" alt=\"Matrimoni e ricevimenti di eccellenza in ville, castelli, dimore storiche\" border=\"0\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe prime notizie di un insediamento sulle colline di Calco si trovano in documenti del 936 e del 960 nei quali in qualit\u00e0 di testimoni sono presenti le firme di alcuni abitanti del paese \u201c \u2026 del loco Calgo testes\u201d. 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